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Paragrafo 7 . La subalternit economica degli stati latino-americani e

l'espansionismo degli Stati Uniti.

     
L'America  latina era in gran parte sottoposta al predominio economico
delle  potenze  industrializzate, che  ne  sfruttavano  le  principali
risorse,  attraverso una massiccia penetrazione finanziaria  (capitali
stranieri, specialmente inglesi, finanziavano e gestivano i trasporti,
le  comunicazioni, i servizi pubblici, l'agricoltura, l'allevamento  e
il commercio). Le terre, con la realizzazione di estese piantagioni  e
l'intensificazione dell'allevamento e della raccolta, erano  destinate
alla  produzione  delle merci pi richieste: cotone, caff,  zucchero,
cacao, caucci, frumento, mais, carne, latte, lana. Intenso era  anche
il  prelievo  delle ricchezze minerarie, come i nitrati, il  rame,  lo
stagno,  l'oro,  i  diamanti e il petrolio. Gli stati latino-americani
venivano  cos  in  gran parte privati delle materie prime  necessarie
allo  sviluppo  della  loro economia, reso per altro  difficile  dalla
forte  concorrenza straniera e dall'assenza delle industrie pesanti  e
di  quelle  meccaniche.  Le  masse  popolari  continuavano  ad  essere
sottoposte  a  durissime condizioni di vita e di lavoro; il  crescente
bisogno  di  manodopera  era soddisfatto da un'immigrazione  continua,
proveniente  specialmente  dalle  aree  pi  povere  dell'Europa,   in
particolare dalla Spagna, dal Portogallo e dall'Italia.
     Lo  sfruttamento  economico  avveniva  con  la  complicit  delle
oligarchie   dominanti  locali,  in  maggioranza  grandi   proprietari
terrieri, che attuavano
     
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     una  politica favorevole ai paesi stranieri, ottenendo in  cambio
un efficace sostegno al mantenimento del potere.
     Tra  la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, gli  Stati
Uniti,   sotto  la  spinta  di  un'imponente  crescita   economica   e
demografica,  avviarono una politica estera mirante  ad  estendere  la
propria supremazia sull'intero continente.
     Per  accrescere  la  propria influenza sull'America  latina,  gli
Stati  Uniti agirono in tre direzioni: imposero uno stretto  controllo
economico  e  politico su Cuba e su gran parte dell'America  centrale,
sottoposero  alla  propria dominazione l'area del  canale  di  Panama,
entrarono  in  concorrenza  con  le altre  potenze  straniere  per  la
supremazia sugli stati meridionali.
     Gli  Stati  Uniti miravano a porre sotto la propria tutela  Cuba,
che  era ancora possedimento spagnolo, per la sua posizione strategica
e per i capitali investiti nelle piantagioni di canna da zucchero; per
questo  appoggiavano  i  movimenti  indipendentisti  cubani,  le   cui
iniziative, intensificatesi a partire dal 1895, avevano suscitato  una
violenta  repressione da parte degli spagnoli. Nel  1898,  in  seguito
all'affondamento   di   una  loro  corazzata   entrata   nelle   acque
territoriali cubane, gli Stati Uniti dichiararono guerra alla Spagna e
la  sconfissero in pochi mesi, ottenendo (trattato di Parigi, dicembre
1898)  Portorico, le Filippine, l'isola di Guam e il  protettorato  su
Cuba, diventata repubblica indipendente.
     La  costruzione  di  un  canale, che,  attraversando  l'istmo  di
Panama,  consentisse un rapido passaggio da un oceano  all'altro,  era
considerata  essenziale dagli Stati Uniti per il  controllo  di  tutta
l'area centro-americana e del Pacifico. Il territorio panamense, per,
apparteneva alla Colombia, il cui parlamento, nel gennaio del 1903, si
oppose  alla  cessione della zona del canale agli Stati Uniti.  Questi
allora  favorirono  un'insurrezione, che port alla costituzione,  nel
novembre  del 1903, della repubblica indipendente di Panama. Il  nuovo
stato accord agli Stati Uniti il diritto di costruzione e il possesso
perpetuo di un canale attraverso il suo territorio.
